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GLI FTALATI CONTAMINANO VINI E SUPERALCOLICI

Un recente studio pubblicato sul magazine francese “Revue des Œnologues” , rivela che esiste una contaminazione di ftalati nei vini e nei superalcolici. In sintesi, ciò che lo studio mette in luce è che gli ftalati sono massivamente presenti nell’ambiente e da almeno 50 anni vengono utilizzati in diverse applicazioni in campo industriale. 

Per portare un solo esempio, sono comunemente usati nelle plastiche per migliorarne la flessibilità, le performance meccaniche e la resistenza alle variazioni di temperatura. Il problema di fondo è che, essendo gli ftalati poco solubili in acqua, tendono a migrare nei prodotti che contengono concentrazioni elevate di etanolo e, in questo senso, è nei superalcolici che se ne rilevano le maggiori quantità. E’ importante sottolineare che una potenziale contaminazione nel vino può avvenire solo a seguito di un contatto prolungato e in una forma ancora non del tutto sviscerata.

Benchè non sia stato possibile condurre uno studio statisticamente rappresentativo sul mercato, è stata comunque rilevata la presenza di ftalati in alcuni campioni di vino francese.

Ciò che lo studio conclude è che il DBP, DEHP E BBP sono gli ftalati principali riscontrati in vino e superalcolici; parlando in termini meramente statistici, quello più comunemente presente nel vino è il DBP, mentre il DBP e il DEHP sono quelli più abbondantemente e comunemente presenti nei superalcolici. Quello che è dunque importante studiare è il fenomeno della migrazione di questi composti e lo studio che vi proponiamo, davvero completo e preciso, sostiene che l’eliminazione degli ftalati nel corso di tutto il processo di vinificazione non è utopia, ma una realtà concretizzabile.

Contamination of Wines and Spirits.pdf

Contamination des vins par les phtalates revue oeno 07 14.pdf